Il Blog delle malefatte sindacali a Malpensa (e non solo)
domenica 4 ottobre 2009
domenica 27 settembre 2009
Lo vedi, ecco Marino!
http://www.ignaziomarino.it/
http://www.ignaziomarino.it/programma/
http://www.partitodemocratico.it
Con l'auspicio che Bersani possa presto tornare a fare il ministro liberalizzatore delle Attività produttive. Perché anche di questo ci sarebbe proprio bisogno.
domenica 20 settembre 2009
Oggi è il XX Settembre
http://boicotto.blogspot.com/2008/09/oggi-il-xx-settembre.html
http://www.bergamoliberale.org/attualita/Dossier/XXsettembre/XXsettembre.htm
http://www.anticlericale.net/
Per la libertà della religione dalla politica,
per la libertà della politica dalla religione.
mercoledì 2 settembre 2009
lunedì 31 agosto 2009
martedì 14 luglio 2009
Oggi si sciopera
domenica 12 luglio 2009
Marchette politiche e politiche marchettare
martedì 12 maggio 2009
Semiliberi

Freedom House, è bene ricordarlo, è una autorevolissima organizzazione autonoma ed indipendente (fondata nientemeno che da Eleanor Roosvelt) che dal 1980 valuta lo stato di libertà di 195 nazioni, e vedere l’Italia ormai in 73a posizione non può non far pensare.
Le motivazioni alla base di questo declassamento sono quelle ampiamente dibattute: le leggi che limitano la libertà di parola e di informazione, gli attacchi continui ai pochi giornalisti che fanno il loro mestiere e realizzano inchieste che dispiacciono al potere, le pressioni sui tribunali, l’eccessiva concentrazione della proprietà dei media nelle mani di un soggetto unico, peraltro Capo del Governo. Freedom House pone sotto osservazione anche la vituperata legge Gasparri, che secondo l’organizzazione americana favorisce espressamente il gruppo Mediaset (strano a dirsi...).
A dire il vero, non è la prima volta che l’eccessiva concentrazione di televisioni e giornali in mano a Berlusconi finisce sotto l’analisi di Freedom House. Già nel 2005 l’Italia era stata declassata a paese parzialmente libero (partly free), tornando libero (in 61ma posizione) solo quando il proprietario di Mediaset perse le elezioni. Nel rapporto si leggeva che “anche se l'informazione privata resta concentrata nelle mani di Mediaset, controllata da Berlusconi, la principale emittente pubblica Rai non è più sotto il suo controllo”. Adesso si ritorna ad una posizione di classifica ancora più bassa, e per gli stessi motivi di sempre, aggravati. Freedom House prende anche in considerazione gli altri (pochi) media autonomi da Mediaset (come La7 ormai in crisi), ma questi hanno un peso quasi del tutto irrilevante in un panorama informativo pesantemente dominato e condizionato dal mono-duopolio Mediaset e Rai, di fatto controllate dal premier direttamente o indirettamente, e da pochi giornali "la cui sopravvivenza é comunque legata strettamente alle enormi sovvenzioni pubbliche elargite dal governo". Inoltre, fattore spesso sottovalutato ma assolutamente decisivo, il settore della pubblicità, da cui deriva un supporto indispensabile alla vita dei media, è praticamente in regime di monopolio o quasi. Ma tant'è- Siamo semiliberi, e lo siamo soprattutto dal punto di vista della libertà di stampa.
http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5ib8nNzQ2C5OKM6oOMcNuF0YRqWXg
martedì 24 marzo 2009
Cartoonists
Le Monde: “Papa Benedetto XVI è un irresponsabile". Le dichiarazioni di Ratzinger su preservativi e Aids criticate aspramente in Francia, Inghilterra, Germania, Olanda, Spagna. In Italia, invece, solo silenzio.Le considerazioni del Papa erano state riportate acriticamente da quasi tutti i media italiani, senza alcun commento. Il portavoce del ministero degli Esteri francese, Eric Chevallier, ha detto: “La Francia esprime fortissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi di Benedetto XVI. Se non spetta a noi dare un giudizio sulla dottrina della Chiesa riteniamo che frasi del genere mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana”. I ministri della Salute e della Cooperazione economica e sviluppo della Repubblica federale tedesca, Ulla Schmidt e Heidemarie Wieczorek-Zeul, hanno aggiunto in un comunicato che “i preservativi giocano un ruolo decisivo” nella lotta all’Aids. “I preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti - è scritto nel documento - una moderna cooperazione allo sviluppo deve dare ai poveri l’accesso ai mezzi di pianificazione familiare e tra questi rientra in particolare anche l’impiego dei preservativi; tutto il resto sarebbe irresponsabile”. Ma parole di dissenso nei confronti del pontefice sono venute anche da ambienti religiosi. Il vescovo ausiliario di Amburgo, Hans Jochen Jaschke, ha sostenuto in un articolo per il settimanale Die Zeit: “Chi ha l’Aids, è sessualmente attivo e cerca partner differenti deve proteggere gli altri e se stesso. I preservativi possono proteggere, anche se spesso gli uomini li rifiutano”. Critiche dalle Ong britanniche. Secondo l’associazione di beneficenza cristiana Christian Aid, le parole del papa rischiano di seminare “confusione in Africa, nei Paesi dove la Chiesa cattolica ha un’influenza importante”. “Le parole del Papa mandano un messaggio che crea confusione in un luogo come l’Africa, dove la Chiesa cattolica è molto importante. La nostra posizione - continuava l’associazione - è che l’astinenza è una parte importante nell’insieme delle misure, ma che non è l’unico modo per combattere la diffusione del virus dell’Hiv”. Dello stesso parere Mohga Kamal-Yanni, esperta di Hiv e Aids dell’organizzazione di beneficenza Oxfam, una delle più grandi al mondo: “La disponibilità dei preservativi per combattere l’Hiv è assolutamente cruciale” ha detto la Kamal-Yanni all’agenzia francese, aggiungendo: “Se vogliamo evitare nuovi casi di infezione tra i giovani, dobbiamo aumentare la diffusione dei preservativi”.
Sempre ieri il prestigioso quotidiano francese ‘Le Monde’ ha pubblicato (in prima pagina) una vignetta del disegnatore satirico Plantuun nella quale un Cristo fa il miracolo della “moltiplicazione dei preservativi”, distribuendone a piene mani, e sorridendo, a una popolazione di africani in attesa. Sulla stessa barca, dietro l’immagine di Gesù, c’è un rassegnato Benedetto XVI che commenta: “buffonate!”. Ancora più dietro, un monsignor Williamson negazionista a tutti i costi anche dell’Aids oltre che delle camere a gas: “…e poi l’Aids non è mai esistito”. Il giornale francese ha inoltre dedicato un editoriale all’argomento nel quale si legge: “Nessuno ha mai preteso che il preservativo fosse là soluzione per lottare contro l’Aids. Ma affermare che aggrava la pandemia è gravissimo e irresponsabile”. Continua Le Monde: “Il suo predecessore Giovanni Paolo II non si era mai spinto così in là”. Queste affermazioni, ha insistito il quotidiano che ha ricordato la politica del Vaticano fin dall’apparizione della malattia, “sono una fuga davanti alla realtà, mentre la schiacciante maggioranza delle organizzazioni umanitarie, comprese quelle cattoliche, che lottano contro l’Aids fanno del preservativo uno degli strumenti privilegiati della prevenzione. Le frasi del papa minano il loro lavoro”. “Lungi dal far evolvere la posizione della Chiesa - conclude l’editoriale - il papa la irrigidisce. Questo episodio illustra uno spirito di chiusura che un legittimo attaccamento ai dogmi e alla parola della Chiesa non giustifica. Arriva dopo la revoca della scomunica dei vescovi integralisti e la condanna in Brasile - con l’appoggio del Vaticano - della madre di una bambina che ha abortito dopo essere stata stuprata ed essere stata in pericolo di vita. Cresce, in tanti fedeli di tutto il mondo, l’incomprensione”.
Sempre in Francia moltissime personalità hanno voluto esprimere il proprio dissenso. Per l’ex primo ministro e rappresentante della destra, Alain Juppè, “questo Papa comincia a rappresentare un vero problema”, perchè secondo il politico conservatore vive “in una situazione di totale autismo”. Per Marie-George Buffet, segretario del Partito comunista francese, le esternazioni di Ratzinger sono “irresponsabili» e «criminali”. Per Daniel Cohn-Bendit, ex leader del ‘68 ed oggi europarlamentare verde, “di questo Papa se ne ha abbastanza” e le sue idee sui preservativi sono “quasi da omicidio premeditato”. Il professor Michel Kazatchkine, direttore esecutivo del fondo mondiale di lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria, ha chiesto “al Papa di ritirare le sue affermazioni” che ritiene “inaccettabili”.
La levata di scudi contro Benedetto XVI che ha investito mezza Europa è passata come un soffio di brezza in Italia, dove nessuno sembra voler assumere una posizione chiara nei confronti dell’argomento. Il fatto è di particolare gravità perchè l’Aids è una malattia epidemica pericolosissima e nel nostro Paese, anche per l’azione del Vaticano, l’informazione scarseggia.
Ma l’atteggiamento del Vaticano in questi ultimi anni sembra sempre più distante dai pensieri e dalle reali condizioni di vita dei cittadini, oltre che dalla realtà (come affermato da Alain Juppè). Dal caso Englaro al rapporto con la ricerca scientifica, dagli studi sulle cellule staminali ai test prenatali. Le convinzioni religiose non sono in discussione, ma quando diventano un pericolo per la collettività, come è nel caso delle esternazioni del pontefice sull’uso dei profilattici, è compito delle istituzioni e dei media informare correttamente l’opinione pubblica. Senza dimenticare che in democrazia (se c’è) nessuno deve pretendersi al di fuori dal diritto di critica, neppure il papa.

